Categoria: Cardiologia

Figura 1

La terapia diuretica dell’edema

I diuretici possono venire impiegati in svariate condizioni cliniche, tra le quali le più frequenti sono l’edema, gli squilibri idro-elettrolitici (ipo e ipernatremie, iperpotassiemie), gli squilibri acido-base (alcalosi respiratorie), le iper ed ipocalcemie, la paralisi periodica familiare.

In questo scritto ci occuperemo esclusivamente della terapia dell’edema.

 

DEFINIZIONE

L’edema consiste in un accumulo di liquido extracellulare in eccesso rispetto al valore normale, tale da determinare una imbibizione dei tessuti periferici riconoscibile clinicamente, ed un misurabile aumento del peso corporeo.

Nuovi biomarcatori nell’approccio diagnostico dello scompenso cardiaco in Dipartimento di Emergenza

Lo scompenso cardiaco acuto rappresenta un problema rilevante nel Dipartimento D’Emergenza a causa della sua elevata mortalità, morbilità e necessità di ospedalizzazione. Solamente un approccio terapeutico rapido, appropriato ed efficace e una corretta stratificazione del rischio sono in grado di ridurre la mortalità di questi pazienti e i giorni di degenza ospedaliera.

Associazione Italiana Scompensati Cardiaci – AISC

Il 10 aprile 2014, a Roma, si è costituita l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci – AISC: organizzazione non a scopo di lucro, di utilità sociale, nata su iniziativa di alcuni pazienti affetti da tale patologia e da alcuni familiari, in qualità di soci promotori.

Aspirina e prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari

Mentre l’uso dell’aspirina nella profilassi secondaria delle malattie cardiovascolari su base aterotrombotica è ben codificato, permangono moltissime incertezze in prevenzione primaria. Queste dipendono da un dubbio rapporto rischio-beneficio, in considerazione del basso rischio aterotrombotico delle popolazioni da trattare a fronte di un rischio non trascurabile di sanguinamenti.

Il paziente iperteso “difficile” – Studio Osservazionale ACSA

L’ipertensione arteriosa è una condizione morbosa molto diffusa nei paesi occidentali e rappresenta il principale fattore di rischio per eventi cardio e cerebrovascolari. Si presenta raramente come fattore di rischio isolato rispetto ad altri fattori di natura aterogenica con i quali essa si associa determinando una condizione di potenziamento reciproco che accresce l’entità del rischio soggettivo.

Biomarcatori e scompenso cardiaco acuto

La valutazione quantitativa dell’acqua corporea ha un’importante implicazione prognostica, soprattutto in pazienti con patologie acute, quali lo scompenso cardiaco e l’insufficienza renale, al punto che in futuro potrebbe essere considerato un parametro vitale aggiuntivo.

Una nuova giovinezza per l’anamnesi e l’esame obiettivo cardiovascolare?

Nell’ottava edizione del trattato: Heart Disease: A Textbook of Cardiovascular Medicine di E. Braunwald, nella parte relativa alla valutazione del paziente, gli autori J.C. Fang e P.T. O’Gara titolano: “La storia e l’esame fisico: un approccio basato sull’evidenza” (1). Questi autori sostengono che vadano eseguiti degli studi rigorosi per stabilire l’accuratezza e la performance dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, studi controllati simili a quelli effettuati per il test ergometrico e i biomarker.