Categoria: Cardiologia

“Update 2018 sulle malattie cardiovascolari: nuovi aspetti diagnostici, e strategie terapeutiche” – Riflessioni

In data 22 settembre 2018 si è tenuto a Roma presso la “Casa della salute” Istituto S. Caterina l’evento ACSA “Update 2018 sulle malattie cardiovascolari: nuovi aspetti diagnostici, e strategie terapeutiche”. Obiettivo dell’evento è stato quello di trattare le attuali tematiche sanitarie territoriali. Da sempre la nostra associazione si occupa...

Epigenetica e rischio cardiovascolare

di Francesco Martino ed Eliana Martino.

Le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale conseguenza dell’aterosclerosi, un processo cronico-degenerativo che, come dimostrato da importanti e numerose ricerche, ha le sue origini in età pediatrica, fin dall’età gestazionale. Ogni anno nell’Unione Europea si verificano 1,8 milioni di decessi e si spendono circa 210 miliardi di euro per malattie ed eventi cardiovascolari, che potrebbero essere ridotti dell’80% eliminando i fattori di rischio.

In Italia il tasso di mortalità per MCV è pari a 383 morti ogni 100 mila abitanti (Eurostat, Public health, 2013); ogni anno sono oltre 135 mila gli eventi coronarici acuti (infarti), e circa un terzo di questi ha un esito fatale. È stato evidenziato, inoltre, che chi ha avuto un primo infarto ha maggiori probabilità di rischio di averne un secondo. La possibilità di ricovero, infatti, entro i due anni dal primo evento coronarico acuto, è superiore al 60% dei casi e il 30% di questi è dovuto a una nuova sindrome coronarica acuta.

L’idea che i segni di aterosclerosi e le MCV siano clinicamente rilevanti solo durante l’età adulta e anziana è cambiata negli ultimi anni. Vi è crescente evidenza, infatti, che le malattie cronico degenerative dell’età adulta cominciano a formarsi nelle prime fasi dello sviluppo e della crescita.

Già dagli anni 80 del secolo scorso Barker ipotizzava che le più frequenti patologie dismetaboliche acquisite, tipiche dell’età adulta, sarebbero legate al fenomeno del “fetal programming”: nel caso in cui le capacità dell’unità materno-placentare non soddisfino le richieste del feto, i primitivi adattamenti di questo favorirebbero lo sviluppo di patologie quali l’ipertensione arteriosa, le malattie cardiovascolari e il diabete mellito tipo II (1,2).

Figura 1

La terapia diuretica dell’edema

I diuretici possono venire impiegati in svariate condizioni cliniche, tra le quali le più frequenti sono l’edema, gli squilibri idro-elettrolitici (ipo e ipernatremie, iperpotassiemie), gli squilibri acido-base (alcalosi respiratorie), le iper ed ipocalcemie, la paralisi periodica familiare.

In questo scritto ci occuperemo esclusivamente della terapia dell’edema.

 

DEFINIZIONE

L’edema consiste in un accumulo di liquido extracellulare in eccesso rispetto al valore normale, tale da determinare una imbibizione dei tessuti periferici riconoscibile clinicamente, ed un misurabile aumento del peso corporeo.

Nuovi biomarcatori nell’approccio diagnostico dello scompenso cardiaco in Dipartimento di Emergenza

Lo scompenso cardiaco acuto rappresenta un problema rilevante nel Dipartimento D’Emergenza a causa della sua elevata mortalità, morbilità e necessità di ospedalizzazione. Solamente un approccio terapeutico rapido, appropriato ed efficace e una corretta stratificazione del rischio sono in grado di ridurre la mortalità di questi pazienti e i giorni di degenza ospedaliera.

Associazione Italiana Scompensati Cardiaci – AISC

Il 10 aprile 2014, a Roma, si è costituita l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci – AISC: organizzazione non a scopo di lucro, di utilità sociale, nata su iniziativa di alcuni pazienti affetti da tale patologia e da alcuni familiari, in qualità di soci promotori.

Aspirina e prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari

Mentre l’uso dell’aspirina nella profilassi secondaria delle malattie cardiovascolari su base aterotrombotica è ben codificato, permangono moltissime incertezze in prevenzione primaria. Queste dipendono da un dubbio rapporto rischio-beneficio, in considerazione del basso rischio aterotrombotico delle popolazioni da trattare a fronte di un rischio non trascurabile di sanguinamenti.

Il paziente iperteso “difficile” – Studio Osservazionale ACSA

L’ipertensione arteriosa è una condizione morbosa molto diffusa nei paesi occidentali e rappresenta il principale fattore di rischio per eventi cardio e cerebrovascolari. Si presenta raramente come fattore di rischio isolato rispetto ad altri fattori di natura aterogenica con i quali essa si associa determinando una condizione di potenziamento reciproco che accresce l’entità del rischio soggettivo.

Biomarcatori e scompenso cardiaco acuto

La valutazione quantitativa dell’acqua corporea ha un’importante implicazione prognostica, soprattutto in pazienti con patologie acute, quali lo scompenso cardiaco e l’insufficienza renale, al punto che in futuro potrebbe essere considerato un parametro vitale aggiuntivo.