XI Congresso Nazionale ACSA – Commento

Dott. Pietro Lentini

In data 8 e 9 ottobre 2020 si è svolto a Roma presso l’Eurostars Hotel “Roma Aeterna” l’XI congresso nazionale ACSA “I ritmi della vita” (evento in presenza).

L’evento si sarebbe dovuto tenere il 26 e 27 di marzo del 2020, ma a pochi giorni dal suo svolgimento è stato all’ improvviso differito per la terribile pandemia da SARS CoV2 che è dilagata da marzo in modo così aggressivo da determinare immensi danni alla salute e alla vita delle persone fino a interferire con usi e costumi sociali e con implicazioni economiche di cui ancora non si riesce ad apprezzare la portata. Erano già stati distribuiti gli inviti a colleghi di tutta Italia e tale rinvio è stato quindi motivo di delusione. Nell’ identificare una data successiva il direttivo concordò per l’8 e 9 ottobre 2020 nella speranza che l’ondata pandemica fosse in quel periodo passata. Così sembrava essere per cui per l’8 e il 9 di ottobre 2020 il nostro Congresso Nazionale è stato confermato “in presenza”. Avremmo desiderato che questo fosse stato uno dei primi congressi “in presenza” a segnare la ripresa dell’attività congressuale in Italia, ma nei giorni immediatamente precedenti abbiamo assistito ad un nuovo incremento dei contagi da SARS CoV2 tale che tra soci e partecipanti si sono all’ ultimo momento aperte delle falle di presenza motivate dai contagi che inevitabilmente hanno colpito chi giornalmente combatte in prima fila l’insulto pandemico. Alcuni relatori per non venire meno all’ impegno scientifico hanno effettuato la loro comunicazione in remoto. Questo ha dato un valore aggiunto ad un incontro “in presenza” col quale si è anche voluto esprimere il concetto che ogni attività anche in un momento così particolare può essere svolta in sicurezza, osservando in modo responsabile e corretto gli opportuni protocolli.

Si sono dibattuti gli argomenti scelti in base a consultazione tra i soci già a febbraio e che erano organizzati in un programma di estremo interesse con un importante tema conduttore: “La percezione della malattia. Come migliorare la qualità di vita dei pazienti”. Relatori e partecipanti hanno condotto l’evento con una compostezza particolarmente apprezzabile contenti di partecipare a un evento in presenza come non era stato possibile da mesi. Nella nostra società scientifica i rapporti tra i soci sono pervasi da un sentimento di costruttiva diffusa amicizia e l’evento interregionale costituisce il modo in cui almeno una volta all’ anno ci si incontra per confrontare le rispettive esperienze e non avrebbe potuto avere lo stesso valore se espletato nelle sia pur efficienti forme digitali che possono integrare, ma non sostituire la presenza.

Moltissime le novità in termini di diagnostica avanzata, prevenzione e cura delle principali patologie cardiovascolari. I nuovi schemi terapeutici hanno determinato un netto miglioramento della qualità di vita con l’aiuto fornito ad esempio dai nuovi farmaci anticogulanti nella prevenzione dell’ictus e delle sindromi coronariche nei pazienti con fibrillazione atriale e nella cura delle trombosi venose profonde e degli eventi tromboembolici polmonari senza avere la necessità di ossessivi monitoraggi di parametri ematici, ma con una aderenza terapeutica puntuale.

Sono stati resi noti i risultati positivi di esperienze di cura con il sacubitril-valsartan, farmaco che già aveva dimostrato negli studi clinici di ridurre la mortalità nei pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Si è discusso sull’ impatto favorevole dell’applicazione delle nuove linee guida pubblicate nel 2018 sulla ipertensione arteriosa con particolare riferimento alle nuove terapie di associazione.

 Si è detto che nuove strategie di prevenzione mirano a contrastare la formazione della placca aterosclerotica responsabile di eventi cardiovascolari che si evidenziano in acuto con patologie che oggi chiamiamo “tempo-dipendenti” cioè con brevissimi tempi di intervento per salvare la vita di chi viene colpito ma che necessitano di tempi lunghissimi (decadi di vita) per manifestarsi: efficaci cure preventive potrebbero scongiurare l’acuzie.

Anche per i pazienti affetti da bronchite cronica ostruttiva sono state comunicate novità terapeutiche di rilievo: le triplici terapie inalatorie con broncodilatatori e cortisonici che assicurano un più efficace controllo terapeutico a fronte di una riduzione in termini di somministrazioni, migliorando l’aderenza terapeutica stessa

Sicuramente l’atmosfera di entusiasmo determinata da quanto è possibile fare per migliorare la qualità di vita dei pazienti è stata appesantita dalla preoccupazione determinata dalla percezione dell’incombente nuova ondata pandemica da SARS CoV2. L’ evento si è chiuso con l’auspicio che il prossimo anno ci si possa incontrare in un clima più disteso e non più minato dalla incertezza e dall’ insicurezza generate da questa patologia nuova che ha reclutato tutte le forze disponibili nell’ ambito sanitario, sottraendole alla prevenzione e cura delle altre patologie acute e croniche. Abbiamo ricordato che le patologie cardiovascolari sono ancora oggi nel mondo occidentale la principale causa di morte.

Pietro Lentini

Potrebbero interessarti anche...

×